L'affermazione di Loiero, nel Cosentino, nelle Primarie per la designazione del candidato Pd alla presidenza della Regione, è nettamente al di sopra della media regionale: oltre 7 punti in più. Nell'intera provincia, capoluogo compreso, il governatore della Calabria uscente ha avuto (dati ufficiosi) 13 mila 796 preferenze, pari al 61,55 per cento; Bova ne ha rastrellato 8 mila 73, equivalenti al 36,02; Censore si è fermato a quota 546, corrispondenti al 2,43. Il dato provinciale stride vistosamente però con quello del capoluogo, dove ha prevalso, e largamente, Bova. Questi ha rastrellato infatti, a Cosenza città, ben 1.289 voti, contro i soli 309 andati a Loiero e gli appena 44 ottenuti da Censore. Circostanza, questa, che, secondo più d'uno, costituisce una grande "rivalsa", una solenne rivincita dei franceschiniani (preponderanti tanto nella Giunta che nel Consiglio comunale) rispetto alle precedenti Primarie del Pd, finalizzate all'elezione del segretario nazionale e del segretario regionale. Allora, si ricorderà, seppure di misura, gran parte dei Pd, iscritti e simpatizzanti, che si recarono alle urne si pronunciarono a favore di Pierluigi Bersani e di Carlo Guccione. Il presidente uscente del consiglio regionale non si afferma, come vincitore della "partita" contro Loiero e Censore, soltanto nel capoluogo. Peppe Bova si è preso infatti anche la soddisfazione di essere il più votato, per esempio, in altri centri, fra i quali spicca Corigliano, il secondo comune della provincia per popolazione, subito dopo il capoluogo. La ricandidatura di Loiero a governatore della Calabria ripropone in ogni caso il problema irrisolto della giunta municipale cittadina, nella quale da mesi "Autonomia e Diritti" (peraltro in crescita) punta a una più marcata presenza, dopo il ridimensionamento derivato dalle dimissioni dell'assessore Anna Maria Nucci. Nei corridoi di Palazzo dei Bruzi, ieri mattina, si parlava con insistenza dell'intenzione dei componenti il gruppo, espressione esplicita dell'area loieriana, indispettiti dal risultato cittadino penalizzante il loro leader, di chiedere nelle prossime ore un incontro urgente al sindaco Salvatore Perugini per chiudere senza alcun ulteriore indugio la definizione dell'esecutivo, senza attendere - come si sussurra in giro - l'esito del voto di fine marzo. Si tratta di iniziativa che "aggiorna" in qualche modo la sollecitazione, mossa al primo cittadino qualche giorno fa (anche da altri ambienti della maggioranza), di varare, al più presto, la Perugini-ter. In mancanza - è stato minacciato - diversi consiglieri comunali ritireranno la propria sottoscrizione al documento firmato lo scorso 21 dicembre (un mese e mezzo fa) con il quale era stato deciso il "rilancio" dell'attività politico-amministrativa nel poco più di un anno che separa dalle prossime amministrazioni comunali, affidandone la gestione al nuovo esecutivo. A poco meno di due mesi da quel documento, il problema-giunta è però ritenuto da molti lontano dalla soluzione, nonostante le dimissioni consegnate in bianco da dieci assessori a Perugini in gennaio e la defenestrazione, una decina di giorni fa, dell'unica componente dell'esecutivo che si era rifiutata di presentarle. (Gazzetta del Sud)






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