Glitter by Follettarosa

28 febbraio 2010

“Genitori e Figli” sfida all' ultima risata.


Genitori e figli è il nuovo film di Giovanni Veronesi prodotto da Luigi e Aurelio De Laurentiis.
Un film corale, giocato sui rapporti fra generazioni, che ripropone un idea di famiglia tradizionale, un tema comunque irresistibile.
Che in fondo ha convinto il pubblico della grandi occasioni giunti alla prima del film svolta il 22 febbraio al cinema MED.
L' idea che viene fuori dalla pellicola è che in fondo fare il figlio è più facile che cimentarsi con il mestiere di genitore.
Silvio Orlando attore del film il quale è stato “il papà di Giovanna” in un film dal tono molto diverso da questo, auspica che comunque “Genitori e Figli” possa essere utile per dare un messaggio ai più giovani: “essere adolescenti diversi, con tempi del tutto atipici rispetto agli altri,è una risorsa”.
La sceneggiatura del film si basa su una serie di temi svolti sul tema “Genitori e figli: istruzioni per l' uso” che Veronesi ha “assegnato” in diversi licei d' Italia.
I più significativi sono quelli del Lanzo di Foggia e del Galvani di Bologna.
Quindi preparate i biglietti del cinema, accompagnati con tanti pop corn ed un bel bicchiere di coca cola ed appena vedete la locandina del vostro cinema annunciarvi gli orari del film, sedetevi e godetevi il significato e le mille battute del film.

Incendiata abitazione sindaco comune calabrese Loiero, barbarie martellante da rispedire al mittente

STRONGOLI (CROTONE), 26 FEB - E' stata data alle fiamme la notte scorsa nel Crotonese l'abitazione del sindaco di Strongoli Luigi Arrighi. L'incendio ha provocato danni alla struttura utilizzata nel periodo delle vacanze. 'Ancora minacce e violenza su sindaci calabresi. Una barbarie martellante che va rispedita al mittente. Criminalita', organizzata o meno, non puo' pensare di piegare cosi' le istituzioni e chi le rappresenta' ha affermato il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero.

Di Girolamo pensa alla resa «È pronto a dimettersi e a parlare» Il colloquio con l’amico senatore De Gregorio. «Mi hanno fatto simbolo di ciò che c'è

La voce è tesa, la faccia pallida, scavata da giorni di paura e di vergogna. «Sergio, io non ce la faccio più, mi dimetto». «Fai bene, Nicola, fai bene». «Mi dimetto e parlo: collaboro». «Sì, vai dai magistrati e affronta il processo: evitati il calvario del voto in aula». Metà pomeriggio, ufficio a Palazzo Madama del senatore De Gregorio. Il giorno più lungo per Nicola Di Girolamo si consuma qui, in una trentina di minuti che pesano Il Pd parla di pericolo di fuga, il capogruppo democratico nella giunta per le immunità, Francesco Sanna, si rivolge al presidente della giunta, Marco Follini, perché gli venga imposto di rimanere a Roma. E' quest'idea della fuga, probabilmente, che colma la misura. «Di scappare non mi passa neanche per la testa». Dice Di Girolamo: «Adesso basta». Già da ore ha in mente un gesto che metta fine a tutta la storia. Prima di decidere, tuttavia, non può che andare da «Sergio», dal senatore De Gregorio che, in fondo, s'è assunto anche il ruolo di portavoce informale per i colleghi come lui, per la pattuglia della «legione straniera», gli eletti all'estero che ha fatto entrare nella sua fondazione, «Italiani nel Mondo».

Il caso vuole che proprio nelle stesse ore il tribunale del Riesame di Napoli respinga per la seconda volta una richiesta di arresto in una vecchia storia di riciclaggio su cui la procura napoletana continua a stare appresso a De Gregorio. Sicché sulla scrivania del senatore del Pdl arrivano i rallegramenti dei colleghi. In quei pochi metri quadrati di ufficio a Palazzo Madama lo stato d'animo dei due amici non potrebbe essere più diverso. De Gregorio è combattivo: «Hanno trasformato Nicola nel mostro nazionale. Non scapperebbe mai, ma, persino se volesse scappare, non ha più nemmeno i soldi per prendere l'autobus, gli è stato sequestrato tutto».

«Nicola» fa fatica a parlare anche con la propria immagine allo specchio. Però la decisione sembra, a questo punto, presa e condivisa. «Rincuoro la mia famiglia, leggo le carte e mi consegno alla giustizia», annuncia. «Secondo me, devi evitare la discussione in aula», gli suggerisce l'amico. Il tempo di lasciare il Senato e di spostarsi nello studio del suo legale e comincia la seconda parte di questa giornata interminabile. «Tutti hanno letto le mille e ottocento pagine dell'ordinanza tranne lui», sbuffa De Gregorio. Passano le dichiarazioni in agenzia, Berlusconi che spiega di non avere «mai conosciuto il senatore indagato»; D'Alema, dal Copasir, che chiede il rispetto per quelle leggi che «Di Girolamo ha violato». E poi Schifani e poi i colleghi, e poi gli (ex) amici di partito: se ha un merito, questo senatore compromesso e impresentabile, è avere dimostrato quanto compromessa e impresentabile sia la legge che ne ha regolato l’elezione. trent'anni di vita.


Lo «schiavo» di Gennaro Mokbel nelle intercettazioni telefoniche, il parafulmini della gigantesca inchiesta antiriciclaggio che fa ballare da giorni la politica italiana, l’uomo per il quale i picciotti della 'ndrangheta erano andati a raccogliere voti porta a porta fino in Germania, è pronto a gettare la spugna: «Lunedì voglio presentare le dimissioni al Senato», dice a De Gregorio, che gli è stato consigliere e amico in questi due anni. Ma già oggi la decisione potrebbe essere formalizzata, dopo una serata e una nottata a studiare le carte, mordersi le mani, imprecare, guardare la tv e le agenzie mentre il martellamento continua, mentre gli piove in casa un decreto di sequestro su tutti i beni, appartamenti, barca, automobili, conti correnti. Mentre la moglie Antonella e i ragazzi, Francesco e Alessandro, gli dicono: «Siamo con te, resisti». Almeno quello, almeno loro.

Come sta, senatore? Alle sette di sera scorrono i titoli del tg. Lui alza la testa dal tavolo dove sta leggendo la monumentale ordinanza con 56 richieste d'arresto, fa un risolino nervoso e risponde: «Non ha un'altra domanda?». Pare che non la conosca più nessuno, in Italia... Pare che lei sia sceso improvvisamente dalla luna e si sia messo in lista da solo. «Sì, sono diventato il simbolo di tutto ciò che si deve buttare via in questo Paese». Il suo avvocato, Paolo Dell'Anno, mente per difenderlo, per tenerlo lontano dall'assalto dei giornalisti: «Oggi non l'ho visto», dice al telefono, mentre il senatore gli sta davanti.

Dalla prossima settimana Di Girolamo avrà da spiegare molte cose ai magistrati. C’è quella frase di Mokbel, «tu sei lo schiavo mio, ricordatelo», che è la sintesi dei suoi errori, pesa e peserà come un macigno sul resto dei suoi giorni. De Gregorio in qualche misura l’accompagna a distanza in questa terribile serata, adesso parla per lui. Dice: «A uno come Mokbel staccherei la testa a ceffoni se si permettesse di darmi dello "schiavo". Ma bisogna partire dal presupposto che Nicola è un ragazzo cresciuto nella bambagia, negli agi, e vive la politica come una fissazione. Gli si avvicina questa banda di "fetienti" e lui sta al gioco, lascia fare. Alla fine quelli gli presentano il conto». Forse l’analisi è un po’ benevola ... «D’accordo, è vero che Mokbel gli ha messo a disposizione la struttura e i mezzi, ma appena lui è stato eletto, gli ha presentato il conto. Lui ha tentato di affrancarsi ma aveva fatto un miliardo di cavolate, non c’era più verso di uscirne». Ora hanno ragione di tremare altri politici del Pdl? In fondo, in una intervista piuttosto allusiva al Sole 24 Ore lei lo ha fatto capire. «No, no. Io dico solo: attenti a consegnare durante la campagna elettorale un senatore al suo destino».


Conservare i documenti, per quanto? Bollette, ricevute, fatture: i tempi di archiviazione obbligatoria della documentazione quotidiana


Quanto tempo devo conservare la parcella del dentista che ho detratto dalle tasse? E la ricevuta del bollettino postale per il pagamento di una multa? La nostra vita è costellata di bollette, ricevute, quietanze di cui non possiamo liberarci. Almeno non immediatamente. Ogni documento ha una sua durata stabilita: corrisponde al tempo entro il quale può essere richiesto dall'istituzione di riferimento (il fisco, la banca, l'amministrazione comunale) o impugnato dall'utente per contestare eventuali errori. Ecco le varie "date di scadenza".
Tipo di documentoTempi di conservazione
CASA
- Bollette domestiche (acqua, gas, luce, telefono):5 anni
- Canone TV:10 anni
- Affitti (ricevute): 5 anni
- Spese condominiali (ricevute):5 anni
TRIBUTI
- Giustificativi delle spese da detrarre (parcelle mediche, spese di ristrutturazione della casa ecc.):5 anni a partire dall'anno successivo alla dichiarazione di riferimento
- Quietanze dei pagamenti (mod. F24, bollettini Ici ecc.): 5 anni a partire dall'anno successivo alla dichiarazione di riferimento
- Tassa di circolazione (bollo auto): 5 anni
- Tassa sui rifiuti: 10 anni
BANCA
- Estratti conto: 10 anni
- Mutui (quietanze delle rate): 10 anni
- Cambiali: 3 anni dalla data di scadenza
ALTRE SPESE
- Multe (ricevuta di pagamento): 5 anni
- Bollette del cellulare: 10 anni
- Assicurazioni (quietanze polizze):1 anno dalla scadenza (salvo diversi tempi previsti dal contratto) / 5 anni se usate a fini fiscali (spese detraibili
- Scontrini d'acquisto:2 anni (durata ufficiale della garanzia) salvo prolungamento specifico
- Ricevute alberghi e pensioni: 6 mesi
- Rette scolastiche e iscrizioni a corsi sportivi: 1 anno / 5 anni se usate a fini fiscali (spese detraibili)
- Fatture di professionisti (avvocati, commercialisti ecc.) e artigiani (idraulici, elettricisti, meccanici ecc.): 3 anni
- Ricevute di spedizionieri o trasportatori 1 anno / 18 mesi se il trasporto avviene fuori Europa
- Atti notarili (rogiti ecc.) Per sempre

Scopelliti, ritirare due candidati


CATANZARO, 27 FEB - 'Ho invitato i responsabili di due liste -ha detto Scopelliti- a ritirare le due candidature non gradite' nella provincia di Cosenza.

'Sono antitetiche con i principi che rappresento e che riguardano l'intera coalizione', ha detto il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Calabria. La dichiarazione arriva poche ore dopo la presentazione delle liste dei candidati alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo.

26 febbraio 2010

Sequestrato centro commerciale a Pizzo, vale 4 milioni Indagato vicepresidente consiglio regionale Stillitani (Udc)


PIZZO (VIBO VALENTIA), 25 FEB - Sequestrato dalla Gdf un centro commerciale a Pizzo del valore di 4 milioni che si trova su un terreno franoso. Il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Francescantonio Stillitani (Udc) e' indagato per abusivismo edilizio nella qualita' di socio della societa' Plumedia, che sta realizzando l'immobile. Stillitani e' anche presidente del Consiglio comunale di Pizzo.

24 febbraio 2010

Loiero: se non assolto ritirerò la candidatura

A due giorni dalla sentenza dell' inchiesta "why not" Agazio Loiero, governatore della Calabria e candidato del centrosinistra alle regionali, ha annunciato che si ritirerà dalla competizione elettorale in caso di condanna.
"Se dovessi essere condannato da un giudice terzo rispetto al pm non mi candiderei" ha sostenuto Loiero.
Il governatore ha anche ricordato l' altra inchiesta del pm De Magistris nelle quali è stato coinvolto, quella sulla sanità, nella quale è stato prosciolto dal gip. "Vorrei penetrare l' alone di diffidenza che c'è quando parla un calabrese", ha affermato Loiero.

23 febbraio 2010

Minacce di morte a giornalista

Reggio Calabria- Una busta contenente alcuni pallini di fucile e minacce di morte indirizzate al giornalista Giuseppe Baldessarro è stata recapitata questa mattina nella redazione del "Quotidiano della Calabria".
con ritagli di giornale è stata composta una frase di minacce, poi un riferimento esplicito al giornalista che collabora anche con "Repubblica", il quale ha presentato denuncia in Questura.

Tir vola da viadotto, un morto e un ferito Sulla Ionio-Tirreno, tra svincoli di Gioiosa Ionica e Mammola

(ANSA) - GIOIOSA IONICA (REGGIO CALABRIA), 22 FEB - E' di un morto ed un ferito grave il bilancio dell'incidente verificatosi sulla strada Ionio-Tirreno. Un autoarticolato e' volato sotto un viadotto, due le persone coinvolte. La vittima e' Sabato Orefice, 29enne di Castellamere di Stabia (Napoli). Il ferito, invece, e' Umberto Donadio, di 37 anni, di Casoria (Napoli). Le sue condizioni sono gravi. Sottoposto ad intervento chirurgico e' adesso ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Locri.

22 febbraio 2010

Comunicato

La redazione di web calabria blog è lieta di annunciare la nascita di alcune pagine mensili.........
tutte le informazioni che queste contengono avranno solo il mese di pubblicazioni, poi verranno archiviate per lasciare spazio a delle nuove............. se qualcuno desidera averle basta lasciare nei commenti oppure inviare un messaggio al' indirizzo di posta elettronica della redazione, la richiesta ovviamente con il mese che si desidera ricevere ed anche con la sezione in cui è stato pubblicato........... grazie per la cortese attenzione e buon divertimento................. la redazione

I "contratti-gavetta": l'apprendistato e l'inserimento lavorativo

Due forme contrattuali per i giovani alle prime armi che devono "imparare il mestiere"



L'APPRENDISTATO
E' un rapporto di lavoro nel quale il datore è tenuto a impartire l'addestramento necessario per far raggiungere al lavoratore una capacità tecnica e quindi una qualificazione professionale per i giovani che ne sono sprovvisti.

La riforma ha introdotto tre tipi di apprendistato:

- l'apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione, rivolto a giovani che con 15 anni compiuti;

- apprendistato professionalizzante, rivolto a giovani tra i 18 e i 29 anni (se già in possesso di qualifica professionale l'età minima scende a 17 anni), per ottenere una qualificazione tramite una formazione sul lavoro e l'acquisizione di competenze tecnico-professionali di base;

- apprendistato per l'acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione, sempre per soggetti tra i 18 e i 29 anni.

Nel contratto devono essere definite le prestazioni richieste al lavoratore, l'addestramento che gli sarà impartito e la qualifica raggiungibile al termine dell' apprendistato.

IL CONTRATTO DI INSERIMENTO LAVORATIVO
Sostituisce il precedente contratto di formazione e lavoro e punta all'inserimento nel mercato del lavoro mediante un progetto individuale di adattamento delle competenze professionali.

Si rivolge principalmente ai giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni ma è esteso anche ad altre categorie svantaggiate, come

- i disoccupati di lunga durata tra i 29 e i 32 anni o con più di 50 anni,

- tutte le donne che risiedono in zone in cui il tasso di occupazione femminile sia inferiore a certi parametri,

- le persone con grave handicap fisico o mentale.

Il contratto deve essere in forma scritta e deve specificatamente indicare il progetto individuale di inserimento

La durata del contratto è compresa tra i 9 e i 18 mesi (36 se si tratta di disabili). Un nuovo contratto può essere stipulato solo se sono stati confermati almeno il 60% dei contratti di inserimento scaduti nei 18 mesi precedenti. (A.D.M.)

19 febbraio 2010

SE LA CALABRIA CHIEDE............... NESSUNO RISPONDE....... O QUASI!!!!

La Calabria è in ginocchio come tante altre regioni che colpite dal mal tempo chiedono aiuto, sotto il motto “Insieme si può tutto”.
Ecco “tutto” parola grossa nella realtà calabrese, che vive queste ore con fatica e paura che possa tornare la pioggia e distruggere anche quello che di buono si è fatto fino ad ora.
Questa paura è anche alimentata dai fonti fantasma che lo stato ha promesso ad una regione devastata dalle piogge, frane ed alluvioni.
Ma la politica e la classe dirigente dov'è?
Sempre più lontana dal nostro territorio.
Giusto per citare qualche numero, un anno fa Roma ha emanato un ordinanza che stanziava 25,7 milioni di euro per le urgenza, ma ne sono arrivati solo 9.3 milioni.
Bertolaso in questi giorni è stato nella nostra regione promettendo di ritornare con nuove risorse.
Ma si sa, in questi casi ulteriore ritardo potrebbe voler dire altra gente in difficoltà.
Restando sul fronte “ritardo” lo scorso anno il presidente Loiero ha annunciato lo stanziamento di 850 milioni di euro fonti POR al settore emergenze,ok,ma purtroppo per poter utilizzare questi soldi è necessario un cofinanziamento aggiuntivo da parte dello stato di almeno il 40% cioè altri 300 milioni.
Allora la Calabria ha deciso di chiedere “aiuto” all' Europa, ma queste cose si sa, hanno bisogno di procedure su procedure; l' Europa finanzia solo interventi per la messa in sicurezza del territorio e non per rifare ponti e strade.
Notevole è la proposta dell' ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni) che prevede un investimento di oltre 4 milioni di euro per interventi immediatamente cantierabbili.
Per la Calabria, come spiega il presidente dell' URBI, Grazio Manno sono stati previsti 178 interventi per opere di contenimento delle frane, difesa spondali e trasversali, consolidamento di argini.
Tutto questo verrà a costare solo 126 milioni di euro.
La difficoltà ci sono da per tutto, ma in questo momento è importante avere supporti utili e tempestivi perché non si parla solo di strade e ponti, ma anche di vite.
(fonte importi citati: Rilevamento a cura di Bonifica della Calabria accertamento Febbraio 2009)
Domenico Middonno

18 febbraio 2010

22 mila tonnellate di ferriti di zinco nella Sibaritide

Tre aree ubicate nelle contrade ''Tre Ponti'' e ''Chidichimo'' di Cassano allo Ionio e ''Capraro'' di Cerchiara di Calabria, con circa 22 mila tonnellate di ferriti di zinco, sono state sequestrate questa mattina dai militari della Guardia di Finanza di Sibari a conclusione di una specifica attivita' investigativa coordinata, in materia di Polizia Ambientale, dalla Procura di Castrovillari.

L'indagine scaturisce da un'attivita' precedente, svolta dalla Brigata della Guardia di Finanza di Trebisacce (oggi soppressa) che in passato aveva messo a nudo un sistema ben collaudato di smaltimento illecito di svariate tonnellate di rifiuti tossici.

Quell'attivita', svolta tra il 1995 e il 1996, si e' conclusa con il sequestro complessivo di oltre 117 mila tonnellate di ferriti di zinco provenienti da una società di Crotone, oggi sotto inchiesta per lo smaltimento illegale di rifiuti tossici. Ben 22mila tonnellate di quei prodotti, grazie anche alla connivenza di ditte locali, secondo gli investigatori, sono state interrate proprio nei 20 mila mq di queste aree inserite, peraltro, all'interno del perimetro del ''Sito di Interesse Nazionale'' di ''Crotone, Cassano e Cerchiara di Calabria''.

L'attivita', che oggi vede le Fiamme Gialle nuovamente impegnate nel sequestro dei siti gia' precedentemente cautelati e poi dissequestrati, e' stata disposta dalla Procura della Repubblica di Castrovillari a causa della mancata realizzazione degli interventi di bonifica in conformita' al progetto approvato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; interventi, per i quali erano stati anche stanziati quattro milioni e mezzo di euro nell'ambito dell'Accordo Quadro di Programma in materia di tutela e risanamento del territorio della Regione Calabria.

Ulteriore necessita', rilevano gli inquirenti, e' quella di mettere di nuovo in sicurezza i siti, dal momento che parte delle opere realizzate dall'Ufficio del Commissario delegato per l'emergenza ambientale in Calabria, dai sopralluoghi effettuati dai Finanzieri di Sibari insieme al personale del Dipartimento Arpacal di Cosenza sono risultate deteriorate. Specialmente nell'area ''Chidichimo'' di Cassano all'Ionio e' stata infatti riscontrata l'inidoneita' della copertura in ''Hdpe'' utile a garantire la necessaria impermeabilita' affinche' pericolosi componenti di metallo, come piombo, cadmio, rame, arsenico e zinco presenti nelle ''ferriti'', possano essere veicolati nei terreni sottostanti.

In base alle risultanze investigative la Procura di Castrovillari ha proceduto anche all'iscrizione nel registro degli indagati dei legali rappresentanti pro-tempore della società produttrice dei rifiuti che hanno cagionato l'inquinamento.

(Agorà alto-jonio news)

Loiero. Al Governo ho chiesto interventi


“Ho chiesto al governo, tramite il sottosegretario Gianni Letta, con cui ho parlato questa mattina, un intervento massiccio e veloce per affrontare il dramma di Maierato e della Calabria intera che si sta sgretolando per le piogge”. Lo ha detto il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero che segue con attenzione l’evolversi della situazione sempre più allarmante in tutto il territorio dove ci sono paesi minacciati dalle frane, interruzioni stradali e disagi in generale.

“Incontrerò Letta nei prossimi giorni – ha aggiunto Loiero - per fare il punto della situazione, ma intanto gli ho anticipato che il governo deve usare verso la Calabria il trattamento riservato ad altre regioni nelle identiche condizioni. Un trattamento, cioè, equo ed efficace”. “Nel pomeriggio intanto – ha concluso Loiero – faremo il punto con il sottosegretario Guido Bertolaso, con il quale abbiamo concordato un incontro a Lamezia. Anche Bertolaso si è mostrato disponibile ad affrontare di petto questa nuova emergenza e nel pomeriggio, assieme a lui, faremo il punto con i presidenti delle Province e i sindaci interessati da fenomeni calamitosi. Faremo anche un sopralluogo per stabilire gli interventi più immediati”.

Corruzione, l’allarme della Corte dei conti “Nel 2009 le denunce aumentate del 229%

La corruzione “è diventata un fenomeno di costume”, una “patologia grave” che nel 2009 ha fatto registrare un aumento di denunce alla Guardia di finanza del 229% rispetto all’anno precedente, nonché un incremento del 153% per fatti di concussione. E’ la denuncia del procuratore generale e del presidente della Corte dei Conti, Mario Ristuccia e Tullio Lazzaro, in occasione della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario. Contro queste condotte illecite individuali, le pubbliche amministrazioni “troppo spesso” non attivano i necessari “anticorpi interni”. “Il Codice penale - sottolinea Lazzaro - non basta più, la denuncia non basta più. Ci vuole un ritorno all’etica da parte di tutti. Che io, purtroppo, non vedo”. Lazzaro, nel corso della conferenza stampa che è seguita alla cerimonia, ha poi precisato che “Non esiste nessun buco di bilancio Inteso come tale. C’è una scarsa correttezza contabile nello scrivere le cifre, ma assolutamente non esiste nessun buco come denaro pubblico”.

Sulla Protezione Civile. A questo proposito “ci dovrebbe essere un controllo reale - ha detto Lazzaro - non solo politico”. Secondo il presidente della Corte dei Conti “dove c’è controllo c’è trasparenza” e questo, sia nell’interesse del cittadino, che della politica. Per legge, ha poi spiegato Lazzaro, “non c’è un controllo della Corte sulle ordinanze della Protezione Civile. La Corte - ha precisato - può fare accertamenti sulla gestione, ma il nostro controllo reale su quelle ordinanze, per legge è escluso”. Dove può intervenire la Corte - ha concluso - è “una scelta del Parlamento”.

Mancano gli anticorpi nella P.A. - La corruzione - rileva il pg Ristuccia nella sua relazione - dilaga nella pubblica amministrazione: il Ministero dell’Interno, i Comandi dei Carabinieri e della Gdf, nel solo periodo gennaio-novembre 2009 hanno denunciato 221 reati di corruzione, 219 di concussione e 1714 reati di abuso di ufficio, con un vertiginoso incremento rispetto all’anno precedente. E’ poi assai “grave” - aggiunge il presidente Lazzaro - la mancanza di “anticorpi” nella P.A. contro le condotte illecite individuali che causano “offuscamento dell’immagine dello Stato” e “flessione della fiducia che la collettività ripone nelle amministrazioni e nelle stesse istituzioni del Paese”. “Se le pervicaci resistenze che questa patologia sembra opporre a qualsiasi intervento volto ad assicurare la trasparenza e l’integrità nelle amministrazioni possono dirsi essere una sorta di ‘ombra’ o di ‘nebbia’ che sovrasta e avvolge il tessuto più vitale operoso del Paese, non si può fare a meno di notare - sottolinea il presidente - che l’oscuramento resta tuttora grave, non accenna neppure a dissolversi o a flettere nella sua intensità”.

Toscana, la regione meno virtuosa. Dalla relazione del pg, inoltre, emerge che la Toscana - dove in sede penale la procura di Firenze sta indagando sugli appalti del G8 - è in testa alla classifica delle regioni in cui la Corte dei Conti ha emesso il maggior numero di citazioni in giudizio per danno erariale: sono 21 (su un totale nazionale di 92), mentre a seguire ci sono Lombardia (18), Puglia (11) Sicilia (10), Umbria (7), Piemonte (7), Trento (5), Calabria (4), Lazio (3) Abruzzo (2) Emilia Romagna (2) Friuli Venezia Giulia (1), Liguria (1).

Troppe le opere pubbliche non completate. Aumenta il fenomeno delle opere pubbliche “progettate e non appaltate, ovvero non completate o inutilizzabili per scorretta esecuzione”. Lo ha detto il procuratore generale della Corte dei Conti, Mario Ristuccia. “Le cause di questo fenomeno - spiega - che determina un ingente spreco di risorse pubbliche, sono molteplici e da annoverare nella carenza di programmazione, eccessiva frammentazione dei centri decisionali, complessità delle procedure di progettazione, dilatazione dei tempi di esecuzione imputabili alle imprese committenti ed alle amministrazioni aggiudicatrici, carenti per inadeguatezze nei controlli tecnici e amministrativi”.

Ammende per 15 milioni. Per la Corte “le patologie maggiormente ricorrenti negli appalti pubblici di opere, beni e servizi sono rappresentate da quelle iniziative volte alla realizzazione di un’opera pubblica senza una preventiva accurata verifica della sua concreta esiguibilità economica, tecnica, logistica, l’assenza o la superficialità in tali casi di un’analisi di fattibilità sono le cause del sorgere, in corso d’opera, di difficoltà di esecuzione e del conseguente fallimento dell’opera o del servizio appaltati, rendendosi così vano il dispendio di risorse finanziarie nel frattempo utilizzate”. In tutto, circa 15 milioni le ammende inflitte nel 2009 per danni erariali derivanti da attività contrattuale in Italia. Lo scorso anno le sezioni centrali e regionali hanno emesso 46 sentenze per danno erariale derivante da attività contrattuale svolta dalle amministrazioni pubbliche, delle quali 29 sfociate nella condanna dei chiamati in giudizio per un importo complessivo pari a 14.858.718 euro.

Norme superate. Il presidente Tullio Lazzaro, nel suo discorso di apertura dell’anno giudiziario dei magistrati contabili ha aggiunto: “Occorre provvedere con urgenza alla riforma della procedura per i giudizi davanti alla Corte dei Conti”. Pur dando atto della “grandissima importanza” di alcune riforme contenute nella legge-Brunetta sulla Pubblica Amministrazione, Lazzaro ritiene che l’attuale procedura che regola i giudizi contabili sia “disciplinata da norme ormai del tutto superate e inadeguate” e che dunque “possono lasciare ampio spazio a interpretazioni pretorie”, cioè fondate su una ricostruzione del giudice e non su regole certe.

Il Pm contabile è diverso da quello penale. Lazzaro chiede, in particolare, una “attenta riflessione” sia sulle funzioni del Pm contabile, sia sulle attività di controllo e consultive della Corte dei Conti. Il Pm contabile - osserva - è una “figura ontologicamente e giuridicamente diversa dal Pm penale” per cui la riflessione sul suo ruolo è “tanto più necessaria ed urgente nel momento in cui il Parlamento è investito dell’esame di riforme del sistema giustizia”. Quanto invece all’azione consultiva e di controllo, occorre una “esigenza di certezza” nell’interpretazione delle norme e nella valutazione di comportamenti. In particolare, il controllo “può essere un’arma forte contro i fenomeni delinquenziali nel campo della finanza pubblica”, e dunque è “logico” che “possa, potenzialmente, abbracciare ogni centro di spesa o di entrata”, tanto più che recenti sentenze della Corte costituzionale hanno riconosciuto alla magistratura contabile “compiti di coordinamento della finanza pubblica”, e tanto più in vista dell’evolversi dello Stato verso un assetto di tipo federale.

In vista del federalismo fiscale. La Corte dei Conti “sarà inevitabilmente sempre più coinvolta nell’attuazione dell’applicazione del disegno di federalismo fiscale” che però, per essere tradotto in fatti concreti, “avrà bisogno di un’innovazione altrettanto forte della governace dell’Istituto e della linee di azione del Consiglio di presidenza” della magistratura contabile. Lazzaro ha auspicato anche un rafforzamento dei poteri del vertice della magistratura di Viale Mazzini, ulteriore rispetto a quello già ora contestato dal sindacato delle ‘toghe’ della Corte dei Conti.

Troppa ideologia tra i giudici. Nel suo discorso inaugurale dell’anno giudiziario, il presidente ritiene che meno di 500 magistrati contabili, un numero assai inferiore delle ‘toghe’ ordinarie, non potranno che “rendere molto più facile individuare e condividere gli obiettivi e i metodi” per il migliore esercizio delle funzioni della Corte. Ma subito dopo aggiunge, con una stoccata, che “ciò sarebbe del tutto logico se ci si muovesse su direttrici avulse da preconcetti o da posizioni ideologiche, ma l’affidarsi solo al raziocinio e al senso di equilibrio istituzionale che in un tempo lontano era quasi un prerequisito per l’essere magistrati, oggi sembra divenuta merce rara”. La Corte dei Conti, conclude Lazzaro, è un istituto “ausiliario del Parlamento e del Governo”, quindi deve essere “utile ai supremi organi dello Stato”. Ed è per questo che “ciascun magistrato, prima di compiere qualsiasi attività, deve chiedersi se essa sia, non solo conforme alla legge, ma effettivamente utile”.

Il Corriere della Sera 17.02.10

Scoprire chi ci ha bloccato su Facebook


Grazie ad un 'applicazione per Facebook chiamata X-Friends potremo finalmente scoprire chi dei nostri amici ci ha bloccato o cancellato dalla sua lista di amici su Facebook.

Per scoprire chi ci ha bloccato su Facebook ci basterà recarci sul social network effettuare il login con i nostri dati ed avviare la seguente applicazione di Facebook.

Una volta lanciata l'applicazione ci basterà recarci nelle pagine degli amici e verrà visualizzata un messaggio che ci indicherà quali dei nostri amici ci hanno bloccato o cancellato dalla loro lista su Facebook.

Provate X-Friends , l'applicazione ideale per scoprire chi ci ha bloccato su Facebook senza essere scoperti!

«Esortiamo gli Stati Uniti a rispettare la nostra opposizione all’indipendenza tibetana»


La Cina ha chiesto venerdì agli Stati Uniti di annullare «immediatamente» il programmato incontro alla Casa Bianca tra il presidente Barack Obama e il Dalai Lama, il leader spirituale dei tibetani. Lo ha reso noto l'agenzia ufficiale Nuova Cina citando il portavoce del ministero degli esteri Ma Zhaoxu, in quello che si preannuncia come un braccio di ferro diplomatico dalle ricadute imprevedibili. La dura presa di posizione fa seguito all'annuncio venuto giovedì dalla Casa Bianca, secondo il quale Obama incontrerà il Dalai Lama a Washington il 18 febbraio prossimo nonostante i precedenti ammonimenti venuti da Pechino.

IL COMUNICATO - «Esortiamo gli Stati Uniti a comprendere il carattere molto sensibile della questione tibetana, e rispettare scrupolosamente il loro impegno sull’appartenenza del Tibet alla Cina e la loro opposizione all’indipendenza tibetana», si legge in un comunicato del ministero degli Esteri cinese. Robert Gibbs, il portavoce del presidente, aveva precisato che l'incontro avverrà non nello Studio Ovale ma nella cosiddetta Sala delle Mappe, un luogo meno ufficiale e simbolico. Obama aveva già fatto sapere la settimana scorsa di voler ricevere il leader tibetano in esilio suscitando una prima reazione negativa da parte cinese. Pechino aveva infatti ammonito che un tale incontro potrebbe danneggiare gravemente i rapporti tra i due paesi.

RUOLO DI LEADER SPIRITUALE - L'amministrazione Obama ha sempre sottolineato che il presidente vedrà il Dalai Lama nel suo ruolo di leader spirituale e che Washington non mette in discussione che il Tibet faccia parte del territorio cinese. L'ormai imminente colloquio sembra proprio destinato a acuire gli attriti esistenti tra Washington e Pechino su diverse questioni: la vendita di armi Usa a Taiwan, il rispetto dei diritti umani in Cina, il tasso di cambio dello Yuan, la censura di Internet. Senza contare che gli Stati Uniti, inoltre, stanno attualmente cercando di convincere la Cina ad appoggiare nuove sanzioni contro l'Iran per il suo controverso programma nucleare. Robert Gibbs ieri ha detto che i rapporti tra i due paesi sono «maturi abbastanza» per lavorare insieme sui problemi di reciproco interesse accettando nello stesso tempo il fatto che non si può essere d'accordo su tutto. In questo clima teso si era anche registrato uno sviluppo positivo: la Cina ha infatti autorizzato la portaerei nucleare statunitense Nimitz a visitare la prossima settimana il porto di Hong Kong.

SCIOPERO NAZIONALE TRASPORTO PUBBLICO LOCALE E SCIOPERO FERROVIE TRENITALIA IL 19 FEBBRAIO 2010




Sciopero settore FERROVIARIO E TPL (Trasporto Pubblico Locale): PERSONALE ADDETTO AL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE, TRASPORTO FERROVARIO E SERVIZI
Orario Sciopero: Sciopero Ferrovie Trenitalia 4 ORE dalle ore 10.00 alle ore 14.00; sciopero Trasporto Pubblico Locale (Mezzi Pubblici) 4 ORE con modalità diverse a livello territoriale (non specificato; è necessario informarsi nella propria città di residenza sulla viabilità dei Mezzi Pubblici per il trasporto pubblico locale)

(Fonte: Comunicato Stampa Ministero dei Trasporti)

16 febbraio 2010

Primarie PD Bova vince in città, Loiero in Provincia


L'affermazione di Loiero, nel Cosentino, nelle Primarie per la designazione del candidato Pd alla presidenza della Regione, è nettamente al di sopra della media regionale: oltre 7 punti in più. Nell'intera provincia, capoluogo compreso, il governatore della Calabria uscente ha avuto (dati ufficiosi) 13 mila 796 preferenze, pari al 61,55 per cento; Bova ne ha rastrellato 8 mila 73, equivalenti al 36,02; Censore si è fermato a quota 546, corrispondenti al 2,43. Il dato provinciale stride vistosamente però con quello del capoluogo, dove ha prevalso, e largamente, Bova. Questi ha rastrellato infatti, a Cosenza città, ben 1.289 voti, contro i soli 309 andati a Loiero e gli appena 44 ottenuti da Censore. Circostanza, questa, che, secondo più d'uno, costituisce una grande "rivalsa", una solenne rivincita dei franceschiniani (preponderanti tanto nella Giunta che nel Consiglio comunale) rispetto alle precedenti Primarie del Pd, finalizzate all'elezione del segretario nazionale e del segretario regionale. Allora, si ricorderà, seppure di misura, gran parte dei Pd, iscritti e simpatizzanti, che si recarono alle urne si pronunciarono a favore di Pierluigi Bersani e di Carlo Guccione. Il presidente uscente del consiglio regionale non si afferma, come vincitore della "partita" contro Loiero e Censore, soltanto nel capoluogo. Peppe Bova si è preso infatti anche la soddisfazione di essere il più votato, per esempio, in altri centri, fra i quali spicca Corigliano, il secondo comune della provincia per popolazione, subito dopo il capoluogo. La ricandidatura di Loiero a governatore della Calabria ripropone in ogni caso il problema irrisolto della giunta municipale cittadina, nella quale da mesi "Autonomia e Diritti" (peraltro in crescita) punta a una più marcata presenza, dopo il ridimensionamento derivato dalle dimissioni dell'assessore Anna Maria Nucci. Nei corridoi di Palazzo dei Bruzi, ieri mattina, si parlava con insistenza dell'intenzione dei componenti il gruppo, espressione esplicita dell'area loieriana, indispettiti dal risultato cittadino penalizzante il loro leader, di chiedere nelle prossime ore un incontro urgente al sindaco Salvatore Perugini per chiudere senza alcun ulteriore indugio la definizione dell'esecutivo, senza attendere - come si sussurra in giro - l'esito del voto di fine marzo. Si tratta di iniziativa che "aggiorna" in qualche modo la sollecitazione, mossa al primo cittadino qualche giorno fa (anche da altri ambienti della maggioranza), di varare, al più presto, la Perugini-ter. In mancanza - è stato minacciato - diversi consiglieri comunali ritireranno la propria sottoscrizione al documento firmato lo scorso 21 dicembre (un mese e mezzo fa) con il quale era stato deciso il "rilancio" dell'attività politico-amministrativa nel poco più di un anno che separa dalle prossime amministrazioni comunali, affidandone la gestione al nuovo esecutivo. A poco meno di due mesi da quel documento, il problema-giunta è però ritenuto da molti lontano dalla soluzione, nonostante le dimissioni consegnate in bianco da dieci assessori a Perugini in gennaio e la defenestrazione, una decina di giorni fa, dell'unica componente dell'esecutivo che si era rifiutata di presentarle. (Gazzetta del Sud)